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Dicono di noi 05 marzo 2019

A Milano il data center di IRIDEOS con l’80% del traffico web su fibra

A Milano il data center di IRIDEOS con l’80% del traffico web su fibra

In Via Caldera, a Milano, nello stesso edificio dove pulsa il Mix, il principale Internet Exchange italiano, sorge l’Avalon Campus: il più grande hub italiano per connessioni in fibra ottica, unico punto in Italia per connettersi via banda ultra larga con gli operatori nazionali e internazionali.
L’Avalon campus è uno degli asset strategici di IRIDEOS, l’operatore ICT italiano controllato al 78,3% dal fondo F2i e nato da una serie di acquisizioni. Infracom, Mclink, KPNQwest nell’agosto del 2018. Più recentemente Enter e Clouditalia.
Dall’unione delle parti è nata un’infrastruttura che vanta una rete nazionale di 3omila km di fibra ottica, 15 data center – tra Milano, Verona, Trento, Roma e Arezzo – tra cui il già citato Avalon Campus di via Caldera a Milano. Luogo fisico dove transita gran parte del traffico internet italiano.  «L’infrastruttura su cui oggi può contare IRIDEOS – spiega il presidente Alberto Trondoli – garantisce all’azienda di offrire un pacchetto di servizi avanzati di connettività, cloud e cybersicurezza alle imprese italiane».
Se si include l’ultima acquisizione, quella di Clouditalia, le risorse investite per la nascita di IRIDEOS sono stimabili in circa 180 milioni di
euro. Nel 2017 la società ha generato un fatturato di 285 milioni di euro, impiegando oltre 700 dipendenti.
  «Il 2019 – spiega Trondoli – sarà l’anno dell’integrazione: dobbiamo lavorare per mettere a sistema le varie realtà aziendali che sono confluite in IRIDEOS, creando una cultura aziendale comune per quello che ha l’ambizione di diventare un operatore tlc al 100% italiano e focalizzato sulle imprese».
È questa la sfida imprenditoriale che anima Trondoli e il suo gruppo dirigente. Un operatore di servizi digitali al servizio del tessuto imprenditoriale italiano, dalle PMI alle grandi imprese. «I grandi operatori come Tim, Fastweb, Vodafone e Wind – spiega Trondoli – oltre ad avere proprietà straniere, scontano il fatto di essere concentrati più sui business del retail e del mobile che su quello del business. Noi ci differenzieremo proprio in questo: il nostro focus sarà sulle imprese, a cui forniremo servizi completi e, per i clienti più grandi, anche personalizzati».
  Sfruttando le dorsali proprietarie di rete in fibra ottica che attraversano il Paese, la società guidata da Alberto Trondoli punterà anche a servire i distretti turistici: «Oggi nei distretti turistici cresce la domanda di Wi-Fi da parte dei viaggiatori: bar, alberghi e ristoranti devono offrire servizi all’altezza se non vogliono veder penalizzata la struttura».

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