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Dicono di noi 03 settembre 2020

Fortune Italia – Danilo Vivarelli, IRIDEOS. Non possiamo accumulare ritardo.

Fortune Italia – Danilo Vivarelli, IRIDEOS. Non possiamo accumulare ritardo.

Danilo Vivarelli, AD di IRIDEOS, non nasconde l’incertezza ma rilancia i piani della società. A partire dall’Avalon Campus di Milano.

 

Quella del 5G è una partita che l’Italia non può perdere, tanto più che non partiamo da una situazione particolarmente avanzata in termini di cultura digitale.

 

Mi auguro che si chiariscano presto le modalità complessive di utilizzo di questa nuova tecnologia che garantisce alta velocità di picco e bassa latenza, ovvero un ritardo nella trasmissione del segnale vicino allo zero. In particolare, per quel che riguarda la sicurezza vanno fugati tutti gli eventuali dubbi, fissando regole serie per i controlli e le verifiche del caso. Lasciando poi agli operatori la possibilità di scegliere il provider tecnologico più adatto sulla base di criteri oggettivi come la qualità delle prestazioni, l’affidabilità e l’interoperabilità”.

 

Danilo Vivarelli, amministratore delegato di IRIDEOS, trent’anni di esperienza nelle telecomunicazioni e nel mondo Ict in Marconi, Omnitel (ora Vodafone) e Fastweb, dove ha ricoperto importanti ruoli manageriali ed è stato anche membro del Cda di Tim, non nasconde che, al momento, questi restano auspici: “Gli operatori si stanno tutti attrezzando per utilizzare il 5G ma il clima generale e il contesto geopolitico rimandano una grande incertezza. Non c’è dubbio che i cinesi siano un passo avanti ma è difficile fare previsioni: il rischio di ritardi nell’implementazione di questa tecnologia c’è”.
In quella che i media mondiali hanno battezzato come “la nuova guerra fredda” tra Stati Uniti e Cina, la messa al bando del 5G della cinese Huawei è una delle principali battaglie che si combattono in questi giorni, con il presidente Trump che insiste con gli alleati occidentali perché seguano la sua scelta: “L’Europa è oggi il terreno del contendere ­ – continua Vivarelli ­- un’Europa divisa dove ogni governo sta facendo le sue elaborazioni, mentre sarebbe utile un confronto maggiore e l’elaborazione di una linea comune”.

 

Resta che l’Italia sarà chiamata, come i suoi partner UE, a sciogliere il nodo 5G e che IRIDEOS, a cascata, beneficerà delle ricadute della nuova tecnologia, dell’accelerazione del processo di trasformazione digitale e di moltiplicazione della disponibilità di dati, collocandosi a valle della loro trasmissione. Il nuovo polo che a partire dal 2017 ha aggregato e consolidato gli operatori Ict italiani nel mondo del B2B. E’ partecipato al 78,3% da F2i, il principale fondo infrastrutturale italiano, e al 19,6% da Marguerite, il fondo infrastrutturale creato da sei istituzioni finanziarie pubbliche europee e dalla Commissione europea. I ricavi core 2019 ammontano a 194 min con oltre 700 dipendenti.
“Forniamo servizi ad altre aziende, dalle piccole e medie fino alle grandi, e alle Pubbliche Amministrazioni per aiutarle nel loro percorso di trasformazione digitale. Offriamo un portafoglio molto completo -­ garantisce l’Ad ­- dalla connettività ai servizi cloud, ai data center, con una grande attenzione alla sicurezza dei dati gestiti. Non siamo nati dal nulla, viceversa abbiamo integrato una serie di aziende di tlc e informatica che avevano una lunga storia, e completeremo la fusione dell’ultima, Clouditalia, a novembre.

 

Disponiamo di 14 data center, interconnessi tra loro in fibra proprietaria, il più importante a Milano, 30mila chilometri di rete backbone in fibra ottica con oltre 5.000 punti di accesso lungo le autostrade e la dorsale adriatica e 5.885 km nei centri urbani e 3 piattaforme cloud proprietarie”. Il “gioiello di famiglia” più pregiato, l’asset distintivo di IRIDEOS e su cui si sentirà maggiormente l’impatto dell’avvento del 5G, è l’Avalon Campus di Milano, che con i suoi oltre 155 operatori interconnessi, sia di telecomunicazioni sia top cloud provider mondiali sia Internet Service Provider, è il più grande Internet Exchange privato italiano: “E’ il luogo dove i diversi operatori si interconnettono tra loro per scambiarsi il traffico dati in tempo reale, senza ritardi o intoppi. La quinta generazione di telefonia mobile renderà disponibili e farà circolare sempre più dati, aumentando in maniera esponenziale il passaggio da una rete all’altra.

 

Le reti dei diversi operatori come le piattaforme cloud saranno sempre più interconnesse all’interno dei data center, uno dei nostri core business. In parole ancora più semplici, il 5G non funziona da solo, si integra nell’ecosistema digitale aumentando la velocità: i dati circolano sulle dorsali in fibra, vanno nelle applicazioni in cloud e poi vengono scambiati, se le interconnessioni non sono ottimali si perde velocità”.
L’Avalon Campus con le sue 25 sale e gli altri 13 data center sono i luoghi che nel periodo di lockdown hanno dovuto gestire il maggiore incremento di attività: “Abbiamo mostrato di essere molto resilienti ­- sottolinea l’Ad di IRIDEOS -­ non ci siamo mai fermati, anche lavorando da remoto abbiamo garantito i servizi di connettività e l’accesso alla gestione dei dati per tutte le aziende e gli enti nostri clienti. In quel periodo abbiamo avuto dei picchi di volume nei collegamenti degli operatori di circa il 50%: le direzioni del traffico sono cambiate, si sono polverizzate visto che non era più dalle sedi delle aziende che ci si connetteva ma dalle case dei singoli dipendenti”.
Più nello specifico il traffico da casa, prima principalmente rappresentato dal downloading di contenuti, ha visto una significativa impennata di uploading dovuta, appunto, al maggior utilizzo di strumenti di lavoro da remoto.
A cambiare non sono stati solo i volumi ma anche le fasce orarie: se prima i picchi riguardavano la fascia serale quando la connessione domestica veniva utilizzata prevalentemente per lo streaming tv, oggi le fasce orarie sono estese a tutta la giornata: IRIDEOS ha gestito numerose richieste di upgrade di banda ­ aziende che avevano maggior bisogno di connettività per accedere ai servizi cloud e di smart working ­e upgrade verso la fibra da connessioni Adsl.

 

“Ci tengo a sottolineare ­- aggiunge Danilo Vivarelli -­ l’importanza di avere i data center in Italia: significa avere maggiori garanzie di sicurezza, perché noi aderiamo pienamente a tutti i requisiti di legge sulla privacy e sulla cybersecurity previsti dalla legislazione italiana e vuol dire inoltre ottimizzare i tempi di trasmissione perché tutto avviene sul territorio nazionale”.
L’ultimo, importante nuovo ingresso all’Avalon Campus a metà giugno, è stato quello di Open Fiber che ha portato la banda ultra larga interamente in fibra ottica FTTH e le proprie apparecchiature nella sede di via Caldera, offrendo agli operatori e alle aziende la possibilità di interconnettersi alla sua rete.

 

A conclusione, previsioni per il 2020 e il futuro? “Prevediamo di mantenere i risultati raggiunti nel 2019 in termini di ricavi, con un aumento dei margini. Nei mesi centrali del lockdown i processi di crescita che avevamo preventivato sono rallentati, vista la forzata impossibilità delle strutture commerciali a muoversi sul territorio, ma contiamo di riprenderci nella seconda metà dell’anno e di continuare nel percorso di sviluppo intrapreso nei prossimi anni”.


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